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Un foglio bianco

Un foglio bianco

Ogni tanto hai solo bisogno di staccare la spina.

Di prendere le distanze. Un biglietto del treno.

Dimenticare.

Un posto calmo. Il mare mosso. Un foglio bianco.

Ogni tanto hai bisogno di solitudine.

Scoprirti, cercarti, capire.

In fondo la vita è nostra. Non è di altri, di nessun altro.

Che sia un privilegio o una maledizione, non sta a me dirlo.

Non è scontata. Non è facile.

Imprevedibile, influenzabile, ambigua.

Come una conchiglia, una goccia di rugiada.

Bella e affascinante, ma non infinita.

Una pioggia di sole. La sabbia che scotta.

Il mondo dietro di te per un attimo.

Le note di un pianoforte, ancora un foglio bianco.

Poi eccoli.

Arrivano insieme all’onda che si infrange sugli scogli.

Arrivano insieme al vento.

Inevitabili come la terra umida dopo il temporale.

Fragile e curiosa è la solitudine.

Visi, voci, sguardi. La mente si colma di immagini.

I ricordi non rispettano il silenzio. Non hanno uno spazio.

Si nutrono dei sentimenti che evocano, avidi ladri senza terra.

La vita è scandita da ticchettii che un giorno si arrestano

per dare spazio al bianco di quel foglio, ora pieno di scarabocchi.

Rifuggite la noia, non il passato.

Trovate uno specchio, ecco la vostra vita.

Quella che avete vissuto fino al momento in cui posate lo sguardo sul vostro viso.

Sugli occhi azzurri di vostra madre e sui capelli castani di vostro padre.

Sulla cicatrice causata da vostro fratello.

Sulla bruciatura della quale non avete memoria,

ma che vi insegnò a stare lontani dal fuoco.

Il passato non si può dimenticare.

Per andare avanti, si deve accettare ciò che è stato.

L’uomo è libero da qualsiasi legame. L’essere umano è potenziale.

Ma il timore della solitudine lo spinge a cercare la felicità al di fuori di sé.

Riesce a convincerlo che non sia abbastanza.

A illuderlo che non sia all’altezza.

Capisce la bellezza che recepisce attraverso i sensi,

incapace di cercarla nell’immateriale.

La felicità sono gli amici, la famiglia.

Quello che gli altri sono pronti a concedergli.

Ma si sbaglia.

Un’illusione, effimera e imperfetta come lo scatto di una fotografia.

Siamo soli ed ora il foglio non è più bianco.

Che sia un privilegio o una maledizione, non sta a me dirlo.

3 comments

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  2. Buongiorno Irene… la solitudine fa paura e non è piacevole a viversi; ma se riusciamo a superarla ci può mettere in contatto con la parte più profonda di noi stessi, anche se detta così magari sembra una banalità.
    Un saluto.
    Enrico

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