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Cosa vedere a Parigi – #ParisTour2017

Cosa vedere a Parigi – #ParisTour2017

Parigi in 5 giorni

Giorno 1

Dopo una breve colazione di fronte al meraviglioso comune di Parigi La Ville, abbiamo iniziato la giornata visitando Notre Dame.

Attraversando la Senna siamo andati alla Libreria di Shakespeare – sarebbe una delle più belle al mondo se non ci fosse troppa gente…

Dopo un giro per il Quartier Latin, abbiamo visitato il Panthéon e me ne sono innamorata: classico, imponente e silenzioso, sembra allontanare nel tempo e nello spazio. Qui si trovano anche le tombe di Voltaire e di Rousseau e la targa commemorativa di Antoine de Saint-Exupery.

Il Centre Pompidou ha coronato la fine della prima giornata, con la sua vista mozzafiato su tutta Parigi: dalla cima, infatti, lo sguardo può godersi la bellezza della città da Notre Dame a Montmartre. Nel museo (trovato per fortuna dopo ore perse nella biblioteca) si possono trovare famosissime opere contemporanee: ho visto un Yves Klein!

Giorno 2

Dopo una mattina al Museée des Arts Décoratifs per la mostra Christian Dior Couturier Du Rêve (perfetto inizio di un ventesimo compleanno da favola!), siamo andati a Pigalle per vedere il Moulin Rouge.

Da lì, ci siamo diretti al Sacre Coeur, la bellissima basilica in cima a Montmartre che offre un’altra vista mozzafiato della città.

Gli scorci durante la salita sono caratteristici, specialmente grazie alle macchine vintage che girano per i vicoli sottolineando il clima rétro della collina parigina.

Essendo la sera del mio compleanno, abbiamo cenato nello spettacolare ristorante vetrato ai piedi della Tour Eiffel, Le Bistro Parisien.

Davvero un’esperienza indimenticabile! Ecco il menù che abbiamo scelto (e che consiglio):

  • carpaccio di polipo/tagliere di formaggi e affettati tipici
  • filetto di anatra con verdure caramellate
  • soufflé al cioccolato

Cenare godendosi la vista notturna della torre Eiffel è un’emozione unica!

Giorno 3

Finalmente ho visto Amore e Psiche al Louvre – sono contentissima!

Dopo esserci persi nella sezione egiziana (Matteo cercava la tomba di Belfagor ma poi un tizio della sicurezza ci ha detto che era solo un film), abbiamo fatto un giro del museo – è impossibile vederlo in una sola mattinata!

Abbiamo proseguito con una lunga passeggiata per i Jardins des Tuileries che ci ha condotti a Place de la Concorde; da lì abbiamo proseguito per gli Champs Elysées, dove ci siamo fermati a bere un calice di vino alla terrazza Fiat (chic e tranquilla, ci si gode l’aperitivo al caldo senza perdere la vista esterna).

Non è assolutamente da perdere Trocadero, la terrazza davanti alla Tour Eiffel dove si possono scattare delle bellissime foto ricordo di Parigi (sempre che non decidano di fare lavori con gru che coprono la torre Eiffel, potrebbe essere il mio caso).

Infine, vale la pena fare un giro sui Bateaux Mouches che vi mostreranno la capitale da un altro punto di vista: il mio consiglio è partire al tramonto e godervi la vista del cuore di Parigi di notte.

Giorno 4

Intera giornata a Versailles!

Una reggia in cui perdersi fino a vagare nei giardini magnifici. Un perfetto connubio tra spirito artistico, mano dell’uomo e natura, un capolavoro ricco di bellissime fontane e piccole architetture disseminate nel verde.

La sera, al rientro, siamo andati al Museo D’Orsay (controllando gli orari, ho scoperto che una volta a settimana resta aperto fino alle 22.00 – così anche il Louvre!!).

Ogni volta che lo visito le ore passano senza che me ne accorga, è decisamente il museo di Parigi che preferisco. Oltretutto, la fortuna ha voluto che ci fosse un concerto indie nella sala principale (dei La Maison Tellier)

L’ultima cena abbiamo deciso di farla a Montmartre: tra i tanti locali abbiamo trovato un ristorantino dove ho assaggiato per la prima volta il fois gras (dopo tanti anni che ne sentivo parlare a Masterchef… è strano).

Giorno 5

Ultima mattina a Parigi!

L’intenzione era quella di salire sulla Tour Eiffel, ma il brutto tempo ci ha spinti a cambiare programma. Abbiamo deciso allora di andare a fare colazione in una pasticceria vicino a Place de la République: le patisserie de Jacques Genin.

Dopo 20 minuti di passeggiata per giungere a destinazione, abbiamo scoperto che avrebbe aperto troppo tardi (primo locale parigino con orari spagnoli!) e avremmo rischiato di perdere il volo.

Data la quantità di delusioni davanti a porte chiuse con tanto di cartello “fermé” ecco il mio consiglio: controllate sempre giorni e orari di apertura di tutto ciò che volete visitare! SOPRATTUTTO A PARIGI!

Siamo tornati, così, nel locale dove avevamo cenato la prima sera – au revoir Paris!

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